I 7 Migliori Pulsossimetri da Dito

Il miglior pulsossimetro da dito consente di misurare in modo semplice e veloce il livello di saturazione di ossigeno nel sangue, in particolare in quello arterioso. L’analisi non è invasiva: basta infatti inserire un dito nel dispositivo. Dopo qualche secondo sul display dell’apparecchio vengono visualizzati i valori rilevati.

Oltre a misurare la saturazione di ossigeno, questo piccolo strumento portatile permette anche di effettuare anche la rilevazione della frequenza cardiaca.

Un piccolo suggerimento

Noto anche con il nome di saturimetro, il pulsossimetro da dito è utile per tenere traccia delle misurazioni dei parametri vitali con un buon livello di precisione. C’è da dire però che la maggior parte dei dispositivi in commercio sono destinati a un utilizzo domestico e non sanitario. Se si ha la necessità di effettuare delle rilevazioni professionali si consiglia di consultare prima il proprio medico.

Il tuo budget

Questi piccoli apparecchi per impiego domestico sono proposti nella vendita online a un prezzo medio di 20 – 25 euro. Chi ricerca uno strumento di fascia superiore può trovarlo in un range di prezzo compreso tra 50 euro e 100 euro.

La nostra scelta

1. Saturimetro Pulsossimetro da dito Idoit

scelto perché è semplice da usare

saturimetro ossigeno sangue

Basta mettere il dito nell’ossimetro e in pochi secondi le letture accurate di SpO2, frequenza cardiaca e indice di perfusione vengono visualizzate chiaramente sull’ampio display a led digitale. L’utilizzo con un solo pulsante rende il dispositivo molto semplice da utilizzare.

Per garantire il risparmio energetico, si spegne automaticamente 8 secondi dopo la misurazione.

2. Saturimetro da dito Hylogy

scelto perché la rilevazione è rapidissima

saturimetro ossigeno sangue

Sul grande schermo ad alta risoluzione Olcd vengono visualizzati la frequenza cardiaca e il livello SpO2. Rapido e preciso, effettua la misurazione in soli 3 secondi. Il display può essere letto sia in senso orizzontale che verticale.

Viene fornito con un cordoncino da appendere al collo, per portarlo sempre con sé anche quando si fa sport.

3. Saturimetro da dito Pulox PO-200 

scelto perché visualizza anche la barra grafica

saturimetro ossigeno sangue

Facile da usare, mostra i valori in un chiaro display oled con numeri grandi di semplice lettura. Inoltre, l’impulso è chiaramente visualizzato come un’onda e un grafico a barre.

I valori di SpO2 sono rilevati nell’intervallo di misurazione del 35 – 99%. Il campo di misurazione dell’impulso è progettato con 30 – 250 bpm (battiti al minuto) ed è quindi adatto a qualsiasi situazione. Un set di batterie AAA da 1,5 V consente un funzionamento continuo fino a 40 ore.

4. Viatom Pulsossimetro per adulti e bambini

scelto perché interagisce con un’app Android e iOS

Il dispositivo effettua la rilevazione precisa del livello di O2, della frequenza del polso e della forza del polso in 8 secondi. Durante la misurazione, se il valore del livello di O2 o il valore della frequenza del polso supera il limite preimpostato, l’apparecchio avvisa automaticamente con un segnale acustico e fa lampeggiare sul display il dato che supera il limite.

Si interfaccia con un’app per Android e iOS e permette di ricevere automaticamente i dati dal monitor dell’ossigeno in tempo reale e di archiviarli. È possibile visualizzare i dati memorizzati in qualsiasi momento.

5. Homiee Pulsossimetro da Dito per Bambini

scelto perché è dedicato ai più piccoli (anche in versione azzurra)

saturimetro ossigeno sangue


Adatto per le dita dei bambini a partire dai 2 anni, offre una misurazione ottimizzata per loro. È sufficiente inserire un dito nel sensore fotoelettrico per ottenere in circa 8 secondi la misurazione della saturazione dell’emoglobina e impulso.

Il display Oled a colori mostra SpO2, PR (valore pulsato), battito cardiaco, forma d’onda di impulsi e grafico a barre impulsi. Lo schermo multidirezionale grande e girevole consente di visualizzare facilmente i risultati in 4 direzioni. Si disattiva automaticamente se viene lasciato acceso senza essere utilizzato.

6. Pulsossimetro saturimetro da dito Mommed Pulse

scelto perché ha un buon rapporto qualità prezzo

saturimetro ossigeno sangue

Si aziona con un pulsante e fornisce risultati in pochi secondi. Un ampio schermo a led semplifica la lettura dei dati, accurati a +/- 2%. La luminosità regolabile, le 6 direzioni ruotabili e gli allarmi personalizzabili ottimizzano l’utilizzo.

In dotazione viene fornito un cordino per portare il dispositivo sempre con sé.

7. OCS.tec Saturimetro pulsossimetro

scelto perché è particolarmente leggero

saturimetro ossigeno sangue

Estremamente compatto e leggero (pesa solo 49 grammi), facile da portare con sé, consente la misurazione e la visualizzazione rapida della saturazione di ossigeno e della frequenza del polso.

L’elettronica e il sensore sono integrati, quindi non è necessario alcun cablaggio e allo stesso tempo viene garantito un comfort ottimale dell’applicazione. Il display a colori visualizza con chiarezza i risultati. Viene fornito con custodia per il trasporto e cordino.

Perché usare un pulsossimetro?

Il sangue arterioso carico di ossigeno viene spinto dal cuore verso le parti del corpo, dove si diffonde ai tessuti e alle cellule circostanti. Se c’è una carenza di ossigeno nel sangue, i tessuti non vengono ossigenati correttamente, con gravi ripercussioni sulla salute.

L’insufficienza di ossigeno nel sangue può essere un’indicazione di patologie polmonari. Ecco perché è così importante utilizzare un pulsossimetro. I terapisti della respirazione (così come altri operatori sanitari) usano questi dispositivi per monitorare costantemente i livelli di ossigenazione dei loro pazienti. Ciò aiuta anche a comprendere meglio il loro stato cardiopolmonare generale.

Con un pulsossimetro domestico, i pazienti con problemi cardiopolmonari possono tenere facilmente sotto controllo il loro stato di salute.

Come funziona un pulsossimetro?

I pulsossimetri funzionano secondo un principio semplice ma geniale. Il sangue assorbe la luce e c’è una netta differenza tra le lunghezze d’onda che attraversano il sangue ossigenato e deossigenato.

Il fermaglio per dito di un pulsossimetro è costituito da una sorgente di luce trasmittente che emette un ampio spettro di luce. All’altra estremità, c’è un ricevitore che misura la quantità di luce che passa attraverso.

Il diodo sull’estremità ricevente è in grado di rilevare la lunghezza d’onda della luce. Anche i circuiti interni e i componenti di elaborazione del pulsossimetro eseguono alcuni calcoli.

Il dispositivo deve compensare la luce ambientale, la dimensione delle dita e l’assorbenza del resto dei tessuti. Nel dispositivo è memorizzata una curva di riferimento che consente di calibrare le letture in arrivo e normalizzarle. Ciò aumenta la precisione dei risultati forniti.

Cosa misura un pulsossimetro?

I pulsossimetri misurano principalmente la percentuale di ossigeno arterioso. In termini più precisi, si tratta della quantità di ossigeno trasportata dall’emoglobina nel sangue. È noto come SpO2.

Il risultato può essere indicato anche come saturazione di ossigeno. Si tratta di un’espressione relativa al rapporto tra sangue ossigenato e deossigenato.

Ci sono altri parametri che puoi ottenere una volta misurata la saturazione di ossigeno. La frequenza cardiaca (FC) viene calcolata automaticamente insieme alla percentuale di ossigeno.

FC e SpO2 si completano a vicenda, e si ritiene che questa lettura del doppio parametro sia utile dal punto di vista medico.

Come usare un pulsossimetro?

L’aspetto interessante della pulsossimetria è che non è invasiva. In passato, i medici dovevano prelevare il sangue da un paziente ed eseguire diverse analisi per scoprire la percentuale di saturazione di ossigeno.

L’uso di un pulsossimetro è molto semplice e intuitivo. Basta inserire un dito nell’apposita apertura e attendere qualche secondo. Per ottenere letture affidabili, cerca di rimanere immobile. Inoltre, se stai usando una clip per dito, assicurati che sull’unghia non siano presenti tracce di smalto.

Questi semplici accorgimenti sono sufficienti per ottenere una misurazione accurata della saturazione di ossigeno nel sangue arterioso.

La lettura viene visualizzata dopo alcuni secondi, e questa è un’altra caratteristica importante nella pulsossimetria. È utile in situazioni di emergenza e in casi in cui è essenziale un costante monitoraggio in tempo reale dei segni vitali di un paziente.

Quale dito è il migliore per l’utilizzo del pulsossimetro?

La pulsossimetria non è una nuova tecnologia. È stata implementata intorno agli anni ’80, ma da allora sono stati compiuti molti progressi e l’affidabilità delle letture è aumentata notevolmente.

La precisione è spesso la principale preoccupazione nella misurazione della saturazione di ossigeno e un interessante studio del di qualche tempo fa ha rilevato che la struttura di ciascun dito può influenzare i risultati. Da questa analisi è emerso che che il dito medio della mano destra offre la massima precisione. Segue il pollice della stessa mano.

Quali sono i rischi della pulsossimetria?

Non ci sono rischi o pericoli nell’utilizzo di un pulsossimetro. La preoccupazione maggiore è assicurarsi che il dispositivo fornisca una lettura accurata.

Ciò è particolarmente vero per i medici, i terapisti della respirazione e i professionisti del settore sanitario. Perché se il pulsossimetro dà risultati imprecisi, potrebbe portare a una cura non idonea del paziente.

Quali sono gli intervalli normali per un pulsossimetro?

Dopo aver presentato i pulsossimetri e il loro funzionamento, è utile completare il quadro indicando quali sono intervalli normali per la frequenza cardiaca e la saturazione di ossigeno.

La frequenza cardiaca considerata nella norma si trova nella fascia compresa fra 60 e 100 battiti al minuto. Per quanto riguarda la saturazione di ossigeno invece la soglia è del 95-100%. Tieni presente che questi sono i valori normali per un adulto medio. Le gamme differiscono a seconda della tua età.

E anche se l’intervallo normale per la saturazione di ossigeno è del 95-100%, il livello non è considerato rischioso fino a quando non scende al di sotto del 90%.

In tal caso, si parla di ipossiemia, il che significa che c’è un livello eccessivamente basso di ossigeno nel sangue. L’ipossiemia viene trattata con ossigeno supplementare.